ROMA, 11 maggio 2012 – “L’associazione “Il Chiostro – per la trasparenza delle Lobby” valuta positivamente l’emendamento del Governo al DDL anticorruzione che introduce il reato di “traffico di influenze illecite”, ma richiama l’attenzione del Governo e del Parlamento sulla formulazione troppo generica del testo.
Se non si precisa quali siano le influenze lecite e quali le influenze illecite, si rischia di considerare azione criminale non solo quella dei faccendieri che trafficano, mercanteggiando con gli uomini delle Istituzioni, ma anche l’attività corretta e trasparente di coloro che rappresentano interessi legittimi presso le Istituzioni, senza violare in alcun modo l’autonomia e la libertà di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.
E’ indispensabile una modifica del testo per evitare che professionisti seri e corretti, che intrattengono relazioni con le Istituzioni, vengano ingiustamente criminalizzati e messi in condizione di non poter lavorare.
L’Associazione “Il Chiostro – per la trasparenza delle Lobby” rinnova ancora una volta al Governo e al Parlamento la richiesta di introdurre, con urgenza, anche tramite un emendamento al disegno di legge anticorruzione, l’obbligo per i lobbisti di iscriversi ad un registro pubblico della trasparenza e di rispettare un codice etico così come avviene al Parlamento Europeo e alla Commissione di Bruxelles”.







