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LETTERA DEL PRESIDENTE
Due anni fa ci siamo detti: siamo lobbisti orgogliosi di esserlo in maniera trasparente e funzionale al miglioramento della qualità della democrazia. Abbiamo deciso che era ora di smetterla di vergognarsi di esercitare una professione così cruciale per la formazione della volontà generale. Abbiamo scelto di rivendicare una nostra identità rispetto ad altre professioni della comunicazione.
Mattone su mattone abbiamo costruito, pazientemente, la nostra casa comune: un’associazione libera, in cui trovarsi, riconoscersi, mettersi in discussione, studiare i nostri problemi, confrontarsi tra noi e con altri interlocutori e, perché no, volersi bene.
Tra diffidenze, sospetti e qualche sguardo supponente abbiamo affermato la nostra esistenza non per creare una nuova corporazione – dio ce ne scansi e liberi – vogliamo essere un punto di riferimento per quei professionisti delle relazioni istituzionali che lavorano in aziende, associazioni profit e non profit, istituzioni, società di consulenza nel settore, che condividono questa idea: la democrazia ha bisogno di lobbisti trasparenti professionalmente preparati, rispettosi dell’autonomia delle istituzioni e della politica, ma decisi a migliorare regole e procedure delle decisioni pubbliche.
Il Chiostro è nato per essere un protagonista della vita pubblica italiana, per dare un contributo al miglioramento della qualità della nostra vita istituzionale e democratica.
Ci siamo subito messi in gioco. Come primo atto abbiamo approvato un Codice etico che obbliga i soci del Chiostro ad esercitare la professione con un rigore piuttosto raro nel nostro Paese. Il nostro Codice è già oggetto di studio a livello accademico ed è guardato con grande interesse da associazioni di lobbisti di altri Paesi dell’Unione Europea.
Abbiamo riaperto il dibattito sull’esigenza di una regolamentazione per legge dell’attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi. E’ una piccola ma importante riforma istituzionale e non farla è segno di arretratezza.
Stiamo avviando una serie di riflessioni sui tanti temi collegati alla nostra complessa professione.
Siamo partner di prestigiose università , non solo in Italia, per l’organizzazione di master sulle relazioni istituzionali.
Abbiamo promosso la costruzione di una rete europea delle associazioni di lobbisti trasparenti e stiamo raccogliendo convinte adesioni in vari Paesi dell’Unione.
Ma Il Chiostro non si batte solo per questo.
La nostra non è un’associazione autoreferenziale. Vogliamo dialogare con le istituzioni, la politica e l’opinione pubblica per rimuovere pregiudizi ingiustificati sulla nostra professione, per dare un contributo di pensiero e di azione al miglioramento della qualità delle decisioni e della democrazia.
Siamo convinti che la vita pubblica dell’Italia deve uscire dagli aridi giardini della spregiudicatezza e conquistare una più alta qualità morale e civile.
Il Chiostro farà la sua parte, forte anche dell’entusiasmo di tanti giovani che aderiscono all’associazione.
Giuseppe Mazzei














