Il governo della trasparenza

Il governo presieduto dal professore e senatore a vita Mario Monti apre una parentesi e segna una discontinuità nella vita pubblica italiana. La parentesi è dovuta alla natura di questo esecutivo che non è sostenuto da una maggioranza politica. Come tale, il governo ha comunque un orizzonte di tempo limitato, e non solo per i pochi mesi che rimangono fino alla conclusione naturale o, come qualcuno vorrebbe, anticipata della legislatura. Un governo senza maggioranza politica non può considerarsi una condizione stabile di una democrazia parlamentare. Ma il presidente del Consiglio, che si trova nelle condizioni di agire come premier, a differenza dei suoi predecessori che premier erano solo nei resoconti giornalistici, ha segnato una svolta importante . Il suo stile non è quello dell’antipolitica, ma quello di un livello più alto cui la politica dovrebbe aspirare. Le sue prime scelte, nel metodo e nel contenuto sono all’insegna della rapidità e della estrema concretezza delle decisioni. Si possono non condividere alcuni punti della complessa manovra per portare fuori dalla tempesta la nave, ma non si può non apprezzare la visione d’insieme che ha ispirato la brusca correzione di rotta. C’è un punto che ci preme evidenziare: l’esplicito riferimento alla trasparenza nella vita pubblica che Monti ha richiamato più volte in queste prime settimane del suo governo. Sul tema della trasparenza, noi lobbisti del Chiostro siamo da tempo impegnati fortemente. Per questo apprezziamo i richiami di Monti a questo valore e le sue prime decisioni che sembrano andare nella direzione giusta e innovativa, rispetto a pratiche del passato. Ci aspettiamo che il governo continui su questa strada e che promuova iniziative concrete per rendere la rappresentanza degli interessi più trasparente con regole semplici ma efficaci.

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